McEwan Ian - 2007 - Chesil Beach by McEwan Ian

McEwan Ian - 2007 - Chesil Beach by McEwan Ian

autore:McEwan Ian
La lingua: ita
Format: mobi, epub
Tags: Romanzo
ISBN: 9788806197681
editore: Lupetto & Sigolla
pubblicato: 2008-12-31T23:00:00+00:00


Il viso di Edward era ancora molto arrossato, le pupille dilatate, le labbra socchiuse, il respiro breve, irregolare, accelerato. Quella settimana di assurda astinenza in preparazione alle nozze giocava pesante sull'alchimia del suo giovane corpo. Florence gli stava dinanzi talmente viva e preziosa, e lui non sapeva bene che fare. Nella luce morente, l'azzurro dell'abito che non era riuscito a toglierle di dosso staccava come una chiazza scura sullo sfondo bianco della sopraccoperta tesa. Toccando la coscia di Florence si era in un primo tempo sorpreso di sentire la pelle fresca, e per qualche ragione la cosa l'aveva eccitato parecchio. Mentre la guardava negli occhi, ebbe l'impressione di sbilanciarsi verso di lei, come in preda a una continua vertigine. Si senti intrappolato fra la spinta prodotta dall'eccitazione e il peso della sua incompetenza.

A parte qualche film, le barzellette sconce e gli aneddoti volgari, quello che sapeva delle donne gli derivava in larga misura dalla stessa Florence. Lo scompiglio verificatosi sotto la sua mano poteva essere senz'altro un segno rivelatore al quale chiunque avrebbe saputo dirgli come reagire, una specie di preludio all'orgasmo femminile, magari. Come poteva essere solo questione di nervi. Impossibile stabilirlo, quindi fu lieto quando cominciò a placarsi. Gli tornò in mente quella volta a Ewelme, in un immenso campo di grano: si era seduto ai comandi di una mietitrebbia, dopo essersi vantato con il contadino dicendo che sapeva azionarla, per poi ritrovarsi atterrito all'idea di manovrare anche una sola leva. Molto semplicemente, non era all'altezza. Da una parte, era stata lei a portarlo in camera, a togliersi le scarpe con gran disinvoltura e lasciare che la sua mano si avvicinasse tanto.

Dall'altra la lunga esperienza gli aveva insegnato come una mossa sbagliata potesse rovinare tutto. Eppure, finché la sua mano era rimasta li, a palpeggiarle la coscia, lei continuò a fissarla con uno sguardo talmente invitante, i tratti del viso addolciti, gli occhi lunghi e poi spalancati a cercare i suoi, il capo che si piegava un po' all'indietro, che le sue cautele gli erano sembrate del tutto assurde. Esitare era una vera e propria follia. In fondo erano sposati, benedetto Iddio, e lei lo incoraggiava, lo sollecitava, non gli chiedeva altro che di prendere in mano la situazione. Ciononostante, Edward non riusciva a levarsi di mente il ricordo delle volte in cui aveva interpretato male i segnali, soprattutto in quell'occasione al cinema, durante la proiezione di Sapore di miele, quando Florence si era alzata di scatto dalla sedia precipitandosi fuori come una gazzella impaurita. Ci vollero settimane per riparare quel singolo errore, un disastro che non si azzardava a ripetere, e adesso dubitava che una cerimonia di nozze della durata di quaranta minuti in tutto potesse aver prodotto una differenza tanto significativa.

L'aria nella stanza pareva leggerissima, rarefatta, tanto da richiedere uno sforzo consapevole a ogni respiro. Edward fu assalito da un attacco di sbadigli nervosi, che mascherò aggrottando la fronte e dilatando le narici: ci mancava solo il pensiero che lui si annoiasse. Lo addolorava immensamente che la loro prima notte di nozze non scorresse liscia quando l'amore reciproco era tanto ovvio.



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